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Gas, perché conviene di più venderlo oggi che tenerlo per l'inverno (e perché questo è un problema)

Data pubblicazione: 10 settembre 2026

Autore: Roberto Salmini

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Rappresentazione visiva dell'articolo: Gas, perché conviene di più venderlo oggi che tenerlo per l'inverno (e perché questo è un problema)

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Negli ultimi giorni il prezzo del gas naturale in Europa è tornato a salire con forza. Al TTF di Amsterdam, il mercato di riferimento per il gas europeo, le quotazioni hanno superato gli 80 euro al MWh, un livello che non si vedeva dal dicembre 2022. Dietro a questo rialzo, però, non c'è solo la tensione geopolitica in Medio Oriente: c'è anche un meccanismo di mercato meno noto ai non addetti ai lavori, la cosiddetta backwardation, che sta rendendo ancora più difficile ricostituire le scorte di gas in vista dell'inverno.


Cos'è la backwardation in parole semplici


Sul mercato del gas non esiste un solo prezzo, ma tanti prezzi diversi a seconda di quando il gas verrà consegnato: c'è il prezzo "spot", cioè quello per il gas consegnato subito, e ci sono i prezzi "forward" o "future", cioè quelli pattuiti oggi per una consegna futura (il mese prossimo, tra sei mesi, l'anno prossimo).Normalmente, chi vende gas per consegne future chiede un prezzo più alto di quello spot, perché nel frattempo bisogna immagazzinarlo, finanziarlo e sostenerne i costi. Questa situazione si chiama contango ed è quella "fisiologica" .In questi mesi, invece, sta succedendo il contrario: il prezzo per il gas consegnato subito è più alto di quello per le consegne future. Questa è, appunto, la backwardation, o "deporto". In pratica il mercato sta dicendo: "il gas che serve adesso vale di più del gas che servirà tra qualche mese".


Perche' tutto questo sta succedendo


  1. Ci sono più fattori che si sommano:
  2. Le scorte europee sono più basse del normale. A fine agosto gli stoccaggi dell'Unione europea erano intorno al 63%, ben sotto la media storica di questo periodo, che di solito si aggira attorno all'80%. Questo rende il mercato più nervoso e disposto a pagare di più per il gas immediatamente disponibile.
  3. Le tensioni in Medio Oriente (in particolare attorno allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto di gas naturale liquefatto) alimentano il timore di forniture più scarse nei prossimi mesi, spingendo chi ha bisogno di gas adesso a pagarlo caro pur di assicurarselo.
  4. L'incertezza sull'inverno che verrà: nessuno sa ancora se sarà un inverno rigido o mite, e questa incertezza si scarica sui prezzi a breve termine più che su quelli lontani.


Il problema: la backwardation scoraggia proprio chi dovrebbe riempire gli stoccaggi Qui sta il punto più delicato, e anche il più controintuitivo. Normalmente chi gestisce gli stoccaggi di gas guadagna comprando gas a basso prezzo d'estate (quando i consumi calano) per rivenderlo a prezzo più alto d'inverno (quando la domanda cresce). È un'attività che, in condizioni normali di contango, è redditizia e quindi incentiva a riempire i depositi. Ma con la backwardation questo meccanismo si inceppa: comprare gas spot oggi, che è già caro, per poi rivenderlo a un prezzo forward più basso non conviene quasi più a nessuno. Chi possiede capacità di stoccaggio, di fatto, paga per tenere fermo il gas nei depositi senza avere la certezza di un guadagno futuro. Il risultato è che il ritmo con cui gli operatori riempiono gli stoccaggi rallenta proprio nel momento in cui, con l'autunno alle porte, ci sarebbe meno tempo per recuperare terreno prima dell'arrivo del freddo. Un circolo che si autoalimenta: scorte più basse spingono in alto il prezzo spot, il prezzo spot alto scoraggia il riempimento degli stoccaggi, e le scorte restano quindi più basse.

Cosa significa per famiglie e imprese

Non è solo una questione per gli addetti ai lavori. Se le scorte europee arrivano all'inverno più scarse del solito, il sistema diventa più vulnerabile a qualsiasi imprevisto: un'ondata di freddo intenso, un blocco delle forniture, un nuovo shock geopolitico. In una situazione del genere, anche piccoli eventi possono provocare impennate di prezzo molto più marcate rispetto a un mercato con scorte piene. Per l'Italia la situazione è relativamente meno critica, perché il nostro Paese ha tradizionalmente una capacità di stoccaggio elevata e livelli di riempimento superiori alla media europea. Questo non ci mette al riparo dagli effetti generali sul prezzo, che si forma comunque su base europea, ma offre un margine di sicurezza in più rispetto a Paesi come la Germania, più esposti.


Provando a sintetizzare

La backwardation sul mercato del gas non è solo un tecnicismo da trader: è un segnale che il mercato considera il gas di oggi più prezioso di quello di domani, e questo scoraggia proprio l'accumulo di scorte che servirebbe ad affrontare l'inverno con maggiore tranquillità. È una delle ragioni per cui, negli ultimi mesi, si moltiplicano gli allarmi sui possibili rincari delle bollette nei mesi più freddi dell'anno.


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