Il ruolo dell'azionario nella pianificazione patrimoniale
Data pubblicazione: 03 giugno 2026
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L'evoluzione della curva demografica e l'invecchiamento della popolazione , fenomeno che riguarda , principalmente , i paesi europei , con il nostro paese che detiene il primato come paese piu' vecchio di Europa , con una età media nazionale che ha toccato i 49 anni contro la media europea di quasi 45 anni , impone una considerazione sul ruolo della componente azionaria nella pianificazione patrimoniale .Il progressivo invecchiamento della popolazione , unitamente ad un tasso di natalita' tra i piu'bassi anche nel nostro continente, e' destinato ad avere significative ricadute sull'intero sistema di stato sociale in termini di prestazioni , necessariamente , ridotte per mancanza di risorse . Cionondimeno la componente di natura azionaria presente nei portafogli dei risparmiatori italiani rimane , percentualmente , molto piu' contenuta rispetto a quanto accade in altri paesi , con una maggiore cultura finanziaria del nostro . Principalmente pesa un fattore culturale , molto radicato nel nostro paese , per i quali i mercati finanziari sono visti con molta diffidenza se non con ostilita' , come luoghi deputati alla speculazione e non per quella che e' , e si spera rimanga anche per il futuro , la loro funzione d canalizzare il risparmio delle famiglie verso un investimento produttivo nella economia reale . E' , infatti , solo la crescita della economia attraverso investimenti diretti alla ricerca ed allo sviluppo puo' garantire , nel tempo , il mantenimento degli attuali standard di benessere economico. L'abnorme ruolo che , per lungo tempo ed, anche oggi ,lo Stato ha avuto ed ha nella nostra economia , la presenza di uno Stato Sociale , onerosissimo nel suo sostentamento ( la spesa pubblica italiana , assorbita dalla tre macro poste relative alla previdenza pubblica , alla sanita ed al costo di servizio del debito , ha superato da tempo il 50 % del valore del pil nazionale ) e pur tuttavia profondamente iniquo , ha finito con il radicare , nel comune modo di sentire , la convinzione della illimitatezza delle risorse economiche e della loro indipendenza dalla sviluppo economico. I cambiamenti che si profilano all'orizzonte , o che per meglio dire sono gia tra noi , imporranno il superamento di queste resistenze culturali . Niente viene dal nulla . Per poter distribuire ricchezza attraverso le prestazioni dello stato sociale , quali che siano , occorre aver prima creato nuova ricchezza attraverso la crescita economica . Diversamente si finira' , solo e soltanto , con il distribuire nuovo debito ( che e' quanto e' stato fatto negli ultimi decenni ) , condannando il nostro Paese ad un declino , che e' gia incominciato , e che rischia di non essere neppure troppo lento .
Il tema della longevity ( l'invecchiamento demografico ) , imporra' , pertanto , un cambio di mentalita' , anche e soprattutto , ai risparmiatori . Bati pensare che , ad oggi un terzo circa dei risparmi finanziari delle famiglie italiane ( una cifra di 1700 miliardi di euro pari ad 8 volte i fondi del PNRR ) sono posteggiati improduttivi sui conti bancari. Motivazione :affrontare gli imprevisti . Riuscire a recuperare anche solo una meta di questa risorse ( 800 miliardi pari a circa 20 manovre finanziarie da 40mld ) ed indirizzarle ad investimenti produttivi, avrebbe l'effetto di rimettere in movimento il volano della economia nazionale . Solo una crescita economica strutturale , infatti , non drogata , come e' stato il caso degli incentivi per il 110% , rendera' sostenibile il peso del nostro debito pubblico . Un diverso approccio all'investimento azionario da parte dei risparmiatori sara' ,comunque , necessario per riuscire a garantirsi le risorse atte ad integrare future prestazioni sociali ( pensioni , assistenza sanitaria et cetera ) decurtate. Inutile illudersi che il modello di risparmio adottato fino ad oggi , improntato ad una , apparente e solo apparente sicurezza , legato ad investimenti prevalentemente se non esclusivamente obbligazionari , possa valere per il futuro .
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